La corsa americana alla legalizzazione della cannabis

luglio 27, 2012 – A novembre tre Stati americani voteranno per la legalizzazione della marijuana. A differenza che in passato, questa volta fondi e clima politico sembrano dalla parte dei libertari. Ma non è detta l’ultima parola
A novembre la legalizzazione della marijuana potrebbe diventare realtà in tre Stati americani, Colorado, Washington e Oregon. Il condizionale è d’obbligo, vista la delusione della Preposition 19 nella West Coast nel 2010, quando il provvedimento per la legalizzazione così vincente nei sondaggi restò minoritario con il 46.5% dei voti a favore.

Il 2012 permette un maggiore ottimismo sulla base di due fattori, il successo delle raccolte fondi per la legalizzazione e le elezioni. I sostenitori dell’iniziativa I-502, che punta alla regolazione della produzione e alla tassazione della cannabis nello stato della Capitale, ha già raccolto 1,2 milioni di dollari dal 2011; in Colorado l’organizzazione nazionale Marijuana Policy Project vanta cifre simili. La vicinanza delle elezioni presidenziali poi canalizza gli sforzi e permette di allargare la base dei voti a favore, sostiene Alison Holcomb, coordinatrice del programma di politiche sulle droghe di Washington. Nel caso della Proposition 19 il suo progenitore Richard Lee, direttore della defunta Oaksterdam University (istituto di ricerca che studia come utilizzare la marijuana a scopo medico), ha investito a fondo perduto gran parte dei guadagni del proprio istituto, e si è scontrato con le tendenze conservatrici e un momento di gloria del Tea Party.

Rolling Stone è cauto sulle influenze positive delle presidenziali: Obama nel suo programma millantava una regolarizzazione del sistema che di fatto non è avvenuta. Anzi, proprio durante il suo mandato il pugno di ferro contro la droga si è indurito, è stata chiusa la Oaksterdam University e colpito duramente l’uso della marijuana per scopi medici (legale in California).

In attesa di misure a livello nazionale, ogni Stato pensa la legalizzazione a suo modo. In Colorado se passerà l’Emendamento 64 la cannabis sarà equiparata all’alcool: i produttori e i rivenditori dovranno avere la licenza, sarà vendibile solo ai maggiori di 21 anni e sarà soggetta a tasse. Molti parametri saranno tuttavia da decidere sul campo: nel caso della tassazione, dovrà essere abbastanza alta da generare introiti (tra le altre cose l’Emendamento 64 prevede che con i primi 40 milioni guadagnati vengano costruite scuole pubbliche), ma non troppo da dirottare i consumatori sul mercato nero. Ad ogni modo, come sostiene Mark Kleiman, autore di “Marijuana Legalization: What Everyone Needs To Know”, con la legalizzazione uno spinello costerebbe pochi centesimi.

La legalizzazione può assumere numerose sembianze: dalla liberalizzazione completa, in cui ognuno può produrre, vendere e comprare marijuana (molto difficile da giustificare politicamente), alla sola decriminalizzazione del possesso (opzione già accolta da 14 Stati). Ma secondo Mark Kleiman la soluzione non è dietro l’angolo: “Il proibizionismo sta crollando, così com’è successo negli anni Trenta con l’alcool. La legalizzazione arriverà, e sarà il riconoscimento di uno status quo”. Quando, ancora è un’incognita.