Venerdì 9 novembre, alle ore 11.00 a Roma in Piazza Monte Citorio “CANNABIS: ITALIA CHIAMA USA”

Manifestazione antiproibizionista per l’accesso alla cannabis terapeutica e

 la depenalizzazione per uso personale della coltivazione della marijuana.

Promossa da: 

Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito

Associazione Luca Coscioni

Radicali Italiani

Associazione Il Detenuto Ignoto

 

Mentre negli Stati Uniti il processo di legalizzazione della cannabis continua la propria marcia – con i recenti referendum che hanno visto approvare la depenalizzazione anche dell’uso ricreativo in Colorado e nello Stato di Washington e proporre la legalizzazione per uso medico in  altri tre stati – il nostro Paese resta inchiodato a un proibizionismo criminogeno.

 

II cittadini italiani che coltivano anche una sola piantina in casa sono trattati al pari di autentici criminali. Come pure i moltissimi malati di sclerosi multipla e altre patologie – i cui effetti degenerativi potrebbero essere leniti dai derivati della cannabis – che davanti al calvario burocratico per l’accesso ai farmaci a base di cannabinoidi sono costretti a ricorrere all’autocoltivazione oppure ai pusher; andando così incontro a gravi conseguenze penali, oltre a foraggiare le narcomafie. 

 

Ecco perché a pochi mesi dalla scadenza della legislatura è ancora più urgente sollecitare l’iter parlamentare dei progetti di legge radicali per l’accesso alla cannabis terapeutica e la depenalizzazione per uso personale della coltivazione della marijuana.

 

 

 

 

Nel corso della manifestazione la deputata radicale Rita Bernardini, che da mesi conduce pubblicamente un’azione di disobbedienza civile coltivando alcune piantine di marijuana sul proprio terrazzo – con tanto di documentazione fotografica – presenterà la sua mozione firmata da 27 deputati di diversi gruppi per impegnare il governo a semplificare le procedure di importazione, commercializzazione e accesso ai farmaci a base di cannabis e a favorirne la produzione sul territorio nazionale 

 

Alla manifestazione prenderanno parte: Andrea Trisciuoglio (Associazione Luca Coscioni) e alcuni malati, in rappresentanza dei tanti che nel nostro Paese quotidianamente scontano sulla propria pelle i danni delle politiche proibizioniste. Mentre il mondo va in tutt’altra direzione. 

 

Oltre a Rita Bernardini, saranno presenti: il leader radicale MarcoPannella, protagonista fin dagli anni Settanta della lotta antiproibizionista; i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni (in sciopero della fame dal 27 ottobre, contro il mancato aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e del Nomenclatore), Maurizio Turco (in sciopero della fame dal 18 settembre per il rispetto del pronunciamento del Consiglio d’Europa secondo il quale – per il consolidamento della democrazia – le leggi elettorali non si modificano a meno di un anno dalle elezioni; e per una legge attuativa dell’articolo 49 della Costituzione sulla democrazia interna ai partiti) ed Elisabetta Zamparutti;

la segretaria dell’associazione Il Detenuto Ignoto Irene Testa, che dal 24 ottobre insieme a Rita Bernardini conduce uno sciopero della fame inframmezzato da interi giorni di sciopero della sete in risposta alla resa dello Stato sulla crisi della giustizia e delle carceri e per ribadire la necessità di un’amnistia per il rientro nella legalità, iniziativa alla quale si sono uniti il direttore di Notizie Radicali Valter Vecellio e il segretario di Radicali Lucani Maurizio Bolognetti.

Saranno inoltre presenti il segretario della Lega italiana per il Divorzio Breve Diego Sabatinelli, (in digiuno dal 26 ottobre per la calendarizzazione in Aula della proposta di legge sul divorzio breve approvata in Commissione giustizia ben 7 mesi fa) e il tesoriere Alessandro Gerardi; la segretaria dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, il segretario di Radicali Italiani Mario Staderini, Mina Welby (in digiuno al 1° novembre sugli stessi obiettivi di Maria Antonietta Farina Coscioni); i consiglieri della Lista Bonino Pannella alla Regione Lazio Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita, il presidente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito Sergio Stanzani.